Il Pil Usa apre all’aumento dei tassi

Il Pil Usa apre all'aumento dei tassiMarzo 2016. I dati macro dell’economia Usa rivelano due facce della stessa medaglia molto diverse tra loro: da una parte l’economia vola più in alto del previsto, dall’altra i profitti aziendali crollano.

Il Pil Usa nel quarto trimestre del 2015 è salito dell’1,4%, l’1% in più rispetto le attese. Complici sono stati la crescita dei consumi e il rally del dollaro contro le principali valute. Ma dietro questi numeri positivi si nascondono dei lati bui. Lo dimostrano i gli utili delle aziende che sono scesi dell’8,1%. Il dato peggiore dal 2008, quando gli Usa stavano entrando in recessione.
L’aumento della valuta, l’abbassamento dei costi energetici e l’aumento delle pressioni salariali hanno giocato un brutto scherzo alle aziende, le quali hanno assistito ad un calo dei margini di profitto dell’utile. Diminuzione che sicuramente avrà delle ripercussioni negli investimenti.

L’impennata economica statunitense nasconde il rallentamento della crescita rispetto alla media del 2,2% dei trimestri del 2015. Ad incidere su tutto questo pesa anche la crisi della crescita mondiale, frenata dai paesi emergenti in primis la Cina.

Il rialzo del Pil nell’ultimo trimestre del 2015 conferma la solida domanda interna statunitense, ma l’indebolimento dell’economia globale continua a pesare come un macigno sulle aziende degli Stati Uniti.
E’ proprio da questo punto che la politica della Banca centrale Usa mira a nuovi mercati per aumentare le esportazioni, appesantite dall’apprezzamento dal biglietto verde.

L’aumento dei tassi di interesse potrebbe avvenire gia a partire dal mese prossimo. La prossima riunione della Fed è in programma il 26 e 27 aprile, proprio dopo la riunione del Fmi che dovrebbe rivedere al ribasso la crescita globale.
La prossima settimana, il presidente della Federal Reserve, terrà un discorso. Quindi potrebbe gia anticipare quali sono le intenzioni della Banca centrale Usa.

Comments are closed.